di Emilio

Da poco è stata nominata segretaria del PD Elly Schlein, ma chi è e perché è stata scelta proprio lei?

Probabilmente dopo gli ultimi anni in caduta libera del “centro-sinistra” si sono resi conto che era arrivato il momento di diversificarsi maggiormente dal centro-destra (non dal punto di vista socio-economico chiaramente, nessuno in parlamento avrebbe mai il coraggio di distaccarsi dal modello ultra liberale e capitalista dell’intero occidente) e scegliere un leader più “radicale” e anti-Meloni.

Elly Schlein ha infatti posizioni molto più marcate e progressiste riguardo i tanto osannati “diritti civili”, la cannabis, l’immigrazione e tutto ciò che piace tendenzialmente alla sinistra più giovanile.

Fatta passare per una paladina dei diritti venuta fuori dal nulla, è stata accolta in pompa magna dall’ambiente cosmopolita e democratico italiano, anche sui social. 

Ma è davvero così? Ovviamente no, il PD chiaramente resta il partito della finanza e ciò non fa eccezione per Elly Schlein, che per quanto si fregi di parlare di salario minimo, con la gente comune non ha molto a che fare.

Nata in Svizzera da una famiglia di origine ebraica e con cittadinanza americana, suo padre è stato vicedirettore di un’importante università di politica internazionale americana, università molto vicina all’ambiente politico e finanziario Dem. Considerata fra i deputati inoltre più vicini a Soros (miliardario e uomo dell’immigrazione, che si macchiò di dannose speculazioni sul crollo della lira nel 1992), che infatti si è subito congratulato per la sua elezione. Ha inoltre lavorato nella campagna elettorale di Obama e sempre avuto una particolare esposizione mediatica, amplificata poi dal suo “coming out” in diretta.

Dipinta dalla stampa estera come “l’americana”, siamo di fronte ad un cambio di forma e di immagine ma sicuramente non della stessa ridicola sostanza che persiste da decenni.