Di Leonardo
Il rapporto tra uomo e natura è stato per millenni simbiotico: l’uomo dipendeva in tutto e per tutto da essa e la considerava pertanto la propria casa.
Con il passare del tempo, l’essere umano ha creato una realtà parallela e distaccata dalla natura, estromettendola progressivamente e cercandola solamente quando la nuova realtà, tutta artificiale, ha cominciato ad andargli stretta.
Infatti, la simbiosi con la natura, portatrice di pace e tranquillità, è stata da tempo rimpiazzata dal caos della società odierna, dal quale l’uomo saltuariamente cerca di fuggire, prendendo una boccata d’aria e ricongiungendosi alle proprie radici.
Purtroppo questo ricongiungimento dura quasi sempre pochi giorni o settimane, insomma giusto il tempo che il ritmo della società sfrenatamente consumistica concede. Questo stile di vita porta al distacco sempre maggiore dalla natura, fino a perdere quasi del tutto il contatto con la realtà e le giuste priorità: è come se si innalzasse un muro sempre più alto tra la nostra realtà artificiale e ciò che sta all’esterno, ovvero la natura. A lungo andare, questa separazione porta a perdere la memoria e la nostra vera identità.
Proprio per questa separazione, creata dalla società capitalista e ultra consumista che ha invaso sempre più le nostre vite, parlare di ecologia e ambiente è ipocrita se non accompagnato da fatti ed azioni.
Prima di affrontare questi argomenti e spendere il proprio tempo a manifestare o confezionare slogan, sarebbe opportuno un vero ricongiungimento alla natura, rifiutando un sistema che non vede come priorità il bene della Terra. In sostanza, sarebbe bene evitare di manifestare e poi mangiare nelle grandi catene di fast food (simboli per eccellenza dello sfruttamento ambientale), oppure fumare e poi gettare a terra la sigaretta, comportamenti noti a tanti giovani paladini dell’ambiente.
Ad ogni modo, gli slogan preconfezionati non salveranno nemmeno un albero: sarebbe bene educare sin dalla più tenera età all’amore e alla connessione con la nostra Terra. Il piacere di una passeggiata solitaria nel bosco, lo stare coricati in un prato, e la bellezza di osservare uno scoiattolo saltare da un ramo all’altro devono tornare ad essere parte integrante della vita umana e non più una cornice sottile del quadro. E finché non accadrà ciò, ogni azione e ogni slogan non saranno che impronte sulla sabbia: lasciano il segno fino all’arrivo dell’onda che le cancella.
Il territorio italiano ha ancora la grande fortuna di essere immerso nel verde e circondato dalla natura. Due sono dunque gli obblighi che abbiamo: il primo, di preservare e ridurre al minimo l’industrializzazione e la cementificazione riutilizzando strutture esistenti; il secondo, di consacrare i territori all’educazione e avvicinamento alla natura dei più giovani.
Alcune attività per favorire l’avvicinamento dei ragazzi potrebbero essere le arrampicate, passare il fine settimana nel bosco isolandosi dalla routine quotidiana, o addirittura brevi attività nelle fattorie. Quest’ultime aiuterebbero anche a riscoprire il lavoro agricolo o negli allevamenti.
Il riavvicinamento alla natura e il rispetto per essa non aiuterebbe solamente l’ambiente, ma anche a curare la nostra salute fisica e mentale: infatti è risaputo che l’inquinamento danneggi il nostro corpo, mentre l’armonia con la natura apporta numerosi benefici psicofisici.
Già in epoche lontane, il bosco è stato luogo di culto di molti popoli europei che utilizzavano la natura come loro tempio creando una simbiosi con la terra, benefica per il corpo e la mente.
Ricordiamoci che più di mille parole valgono i fatti.
Non possiamo stare a guardare limitandoci a lanciare parole al vento. È nostro dovere insegnare e trasmettere ai posteri l’importanza di preservare l’ambiente e la capacità di creare un’unione sincera e pura con esso.
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